Vita da Camper vuole raccogliere tutti i consigli utili sulla vita in Camper, Viaggi in Camper e tanto altro. Articoli che non riguardano la manutenzione tecnica ma sono consigli utili da Quelli dei Camper, in particolare da Claudia e Massimo coppia, titolari e camperisti da una vita.

Siti amici dei Camper

Una pagina dedicata ai siti amici dei Camper. Troverai alcuni link che abbiamo salvato in questi ultimi dieci anni.

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Animali in Camper, viaggiare con gli amici a quattro zampe

Quando decidiamo di recarci all’estero con animali in camper, i nostri amici a quattro zampe (cani e gatti e furetti) dobbiamo sempre tenere presente cosa dice la legge riguardo alle regole da rispettare.

Qui di seguito riportiamo testualmente la normativa Europea pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e di seguito i relativi modelli:

(Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità)

DECISIONE DELLA COMMISSIONE

del 26 novembre 2003

che stabilisce un modello di passaporto per i movimenti intracomunitari di cani, gatti e furetti

[notificata con il numero C(2003) 4359]
(Testo rilevante ai fini del SEE)
(2003/803/CE)
LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento (CE) n. 998/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, relativo alle condizioni di polizia sanitaria applicabili ai movimenti a carattere non commerciale di animali da compagnia e che modifica la direttiva 92/65/CEE del Consiglio (1), in particolare l’articolo 17, paragrafo 2, considerando quanto segue:
1) L’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), del regolamento(CE) n. 998/2003 dispone che, in occasione dei loro movimenti tra Stati membri, cani, gatti e furetti debbano essere muniti di un passaporto. Lo stesso regolamento prevede inoltre che vengano definiti i modelli di passaporto per i movimenti degli animali suddetti. Il regolamento (CE) n. 998/2003 si applica a decorrere dal 3 luglio 2004. La direttiva 92/65/CEE è stata modificata per far sì che le stesse norme si applichino ai movimenti degli animali in questione quando essi sono oggetto di scambi.
2) È dunque opportuno stabilire un modello di passaporto che possa essere utilizzato per tutti i movimenti di cani, gatti e furetti tra gli Stati membri. Il modello di passaporto deve includere informazioni dettagliate sui requisiti di certificazione in materia di vaccinazione antirabbica, nonché sugli altri requisiti del regolamento (CE) n. 998/2003 relativi allo stato sanitario dei suddetti animali. Esso deve inoltre presentarsi in un formato che possa essere facilmente controllato dall’autorità competente.
3) Il modello di passaporto deve includere la certificazione di altre vaccinazioni, non richieste dal regolamento (CE) n. 998/2003 per i movimenti di cani, gatti e furetti tra Stati membri, in modo tale da fornire tutte le informazioni necessarie in relazione allo stato sanitario dell’animale in questione.
4) Il modello di passaporto deve inoltre comprendere una sezione relativa agli esami clinici e alla legalizzazione, in modo che i passaporti possano essere utilizzati anche per i movimenti dei suddetti animali al di fuori della Comunità.
5) Le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1
La presente decisione stabilisce il modello di passaporto per i movimenti tra gli Stati membri di animali da compagnia delle specie cane, gatto e furetto, secondo quanto previsto all’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 998/2003 (in prosieguo: “il modello di passaporto”).

Articolo 2
Il modello di passaporto figura all’allegato I.

Articolo 3
Il modello di passaporto deve essere conforme ai requisiti supplementari che figurano nell’allegato II.

Articolo 4
La presente decisione si applica a decorrere dal 3 luglio 2004.

Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il 26 novembre 2003.
Per la Commissione
David BYRNE
Membro della Commissione

ALLEGATO I

Modello di passaporto per i movimenti tra gli Stati membri di animali da compagnia delle specie cane, gatto e furetto,secondo quanto disposto all’articolo 2.

 

ALLEGATO II

REQUISITI SUPPLEMENTARI RELATIVI AL MODELLO DI PASSAPORTO AI SENSI DELL’ARTICOLO 3

A. Formato del modello di passaporto
1. Il formato del modello di passaporto deve essere uniforme.
2. Il modello di passaporto deve avere le seguenti dimensioni: 100 × 152 mm.

B. Copertina del modello di passaporto

1. Colore: blu (PANTONE REFLEX BLUE) con stelle gialle (PANTONE YELLOW) nel quarto superiore, conformemente alle caratteristiche dell’emblema europeo.

2. Le informazioni che figurano sulla copertina del modello di passaporto devono rispettare i criteri seguenti:

2a) il passaporto deve essere redatto nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di rilascio;

2b) i termini “Unione europea” e il nome dello Stato membro di rilascio devono essere stampati con caratteri simili;

2c) sulla copertina del modello di passaporto deve essere stampato il numero del passaporto, ossia il codice ISO dello Stato membro di rilascio seguito da un numero unico.
C. Ordine delle sezioni, numerazione delle pagine e lingue

1. L’ordine delle sezioni (in numeri romani) del modello di passaporto di cui all’allegato I deve essere strettamente rispettato.

2. Le pagine del modello di passaporto devono essere numerate in basso. Sulla prima pagina deve essere menzionato il numero di pagine del documento rilasciato (pag. 1 di [inserire il numero totale di pagine]).

3. Le informazioni devono essere fornite nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro di rilascio e in inglese.

4. La dimensione e la forma delle caselle del modello di passaporto di cui all’allegato I sono indicative e non vincolanti.

Viaggiare in soprannumero in Camper

Quante volte ci è capitato di voler fare una scampagnata con i nostri migliori amici o un breve week-end? Visto che noi abbiamo 2 figli e anche i nostri amici ne hanno 2 abbiamo pensato di fare un’unico carico sul nostro camper omologato 6 posti e viaggiare in soprannumero in Camper.

Il dubbio che nasce spontaneo è se siamo in regola con il codice della strada, ma visto che due dei quattro bambini hanno meno di 10 anni ci rassicuriamo dicendoci “ma certo perché la legge dice che si possono trasportare un numero di persone pari a quelle omologate più due bambini sotto i dieci anni“.

Attenzione però perché in realtà non è così!

È vero che il codice della strada al comma 5 dell’articolo 169 consente di Viaggiare in soprannumero in Camper, ma solo per i veicoli individuati nelle lettere “A” e “C” dell’articolo 54 del codice della strada, mentre l’autocaravan è definito alla lettera “M”. Vediamo nello specifico cosa dice il codice dalla strada.

Articolo 54 Autoveicoli

1. Gli autoveicoli sono veicoli a motore con almeno quattro ruote, esclusi i motoveicoli, e si distinguono in:
a) autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
b) autobus: veicoli destinati al trasporto di persone equipaggiati con più di nove posti compreso quello del conducente;
c) autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t o 4,5 t se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone e di cose e capaci di contenere al massimo
nove posti compreso quello del conducente;
d) autocarri: veicoli destinati al trasporto di cose e delle persone addette all’uso o al trasporto delle cose stesse;
e) trattori stradali: veicoli destinati esclusivamente al traino di rimorchi o semirimorchi;
f) autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
g) autoveicoli per uso speciale: veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse;
h) autotreni: complessi di veicoli costituiti da due unità distinte, agganciate, delle quali una motrice. Ai soli fini della applicazione dell’art. 61, commi 1 e 2, costituiscono un’unica unità gli autotreni caratterizzati in modo permanente da particolari attrezzature per il trasporto di cose determinate nel regolamento.
In ogni caso se vengono superate le dimensioni massime di cui all’art. 61, il veicolo o il trasporto è considerato eccezionale;
i) autoarticolati: complessi di veicoli costituiti da un trattore e da un semirimorchio;
l) autosnodati: autobus composti da due tronconi rigidi collegati tra loro da una sezione snodata. Su questi tipi di veicoli i compartimenti viaggiatori situati in ciascuno dei due tronconi rigidi sono comunicanti. La sezione snodata permette la libera circolazione dei viaggiatori tra i tronconi rigidi. La connessione e la disgiunzione delle due parti possono essere effettuate soltanto in officina;
m) autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente;
n) mezzi d’opera: veicoli o complessi di veicoli dotati di particolare attrezzatura per il carico e il trasporto di materiali di impiego o di risulta dell’attività edilizia, stradale, di escavazione mineraria e materiali assimilati ovvero che completano, durante la marcia, il ciclo produttivo di specifici materiali per la costruzione edilizia; tali veicoli o complessi di veicoli possono essere adibiti a trasporti in eccedenza ai limiti di massa stabiliti nell’art. 62 e non superiori a quelli di cui all’art. 10, comma 8, e comunque nel rispetto dei limiti dimensionali fissati nell’art. 61. I mezzi d’opera devono essere, altresì, idonei allo specifico impiego nei cantieri o utilizzabili a uso misto su strada e
fuori strada.
2. Nel regolamento sono elencati, in relazione alle speciali attrezzature di cui sono muniti, i tipi di autoveicoli da immatricolare come autoveicoli per trasporti specifici ed autoveicoli per usi speciali.

A chi è consentito Viaggiare in soprannumero in Camper in relazione ai bambini?

L’articolo 169 comma 5 consente il soprannumero solo sulle autovetture e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose che sono invece elencati nelle lettere A e C.

Così recita il Codice della strada

Art. 169. Trasporto di persone, animali e oggetti sui veicoli a motore.
5. Sulle autovetture (lettera A articolo 54 n.d.r.) e sugli autoveicoli adibiti al trasporto promiscuo di persone e cose (lettera C articolo 54 n.d.r.) è consentito il trasporto in soprannumero sui posti posteriori di due ragazzi di età inferiore a dieci anni a condizione che siano accompagnati da almeno un passeggero di età non inferiore ad anni sedici.

La conclusione è quindi scontata se noleggiate un camper o utilizzate il vostro, non rischiate mai di viaggiare in soprannumero in Camper perché le conseguenze in caso di incidente possono essere dolorose.

Revisione Camper: quando e dove farla

Per il codice della strada i camper sono considerati autoveicoli quindi devono rispettare le stesse normative delle auto.
La prima revisione camper deve essere eseguita dopo 4 anni dalla prima immatricolazione, le successive revisioni ogni 2 anni, rispettando come scadenza lo stesso mese in cui il veicolo è stato immatricolato, oppure nello stesso mese che era stato revisionato l’ultima volta.
Si può scegliere se effettuare la revisione presso la Motorizzazione oppure presso i centri privati autorizzati, le differenze ci sono vediamole nel dettaglio.

Revisione Camper presso sedi della Motorizzazione

Non possiamo prenotare la revisione per tempo, la motorizzazione civile accetta la prenotazione solo nel mese di scadenza della revisione e i tempi medi di attesa sono di 2 mesi, considerando che per legge non possiamo circolare con la revisione scaduta dobbiamo mettere in conto un fermo macchina di 2 mesi, ovviamente può accadere che la vostra motorizzazione sia estremamente efficiente e i tempi di attesa possono ridursi.

Revisioni presso i centri privati autorizzati

Basta una telefonata per prenotare la revisione, i tempi di attesa sono estremamente ridotti a volte addirittura il giorno stesso, raramente oltre 7 giorni dalla prenotazione.
Per conoscere il centro revisioni autorizzato più vicino potete consultare l’elenco del telefono o entrare nel sito www.trasportinavigazione.it e usufruendo del motore di ricerca interno cercare “revisioni auto” da li la strada è breve attraverso alcuni semplici link potete accedere agli elenchi dei centri revisione.

La procedura di Revisione Camper

La procedura di revisione deve seguire un percorso obbligatorio come espressamente richiesto dalla Motorizzazione, questo è l’elenco dei “passaggi” della revisione:

Passo n. 1

  • Consegna dei documenti: libretto di circolazione del veicolo, documento di identità del conducente
  • Verifica via Pc e modem che i dati del libretto corrispondano ai dati registrati nel computer della Motorizzazione.

Passo n. 2

  • Controllo dell’identità veicolo: numero di targa, numero motore e telaio devono corrispondere al libretto.
  • Verifica strutturale della carrozzeria: non deve essere bucata o cose mal fissate ballonzolanti.
  • Verifica equipaggiamento: se ci sono cose accessorie non riportate sul libretto.
  • Verifica visibilità.
  • Verifica fari e luci varie, e loro intensità luminosa.
  • Verifica segnalatori acustici.

Passo n. 3 (sul banco a rulli)

  • Verifica assi ruote e funzionalità sterzo
  • Prova freni
  • Pesatura: è tollerato solo un incremento del 5% rispetto alla tara riportata sul libretto!
  • Analisi dei gas di scarico

Passo n. 4 (mezzo alzato in aria su ponte)

  • Verifica telaio e parti fisse, compreso balestre ed ammortizzatori
  • Verifica gomme e spessore battistrada

Passo n. 5

Controlli extra effettuati solo per i camper:

  • Se esternamente c’è’ una presa elettrica per la rete: verifica che all’interno del camper ci sia un “salvavita” (interruttore differenziale)
  • Ganci di traino, serbatoi supplementari di carburanti (gasolio o bomboloni GPL): verifica che siano già riportati sul libretto in caso contrario devono annotarlo sul verbale di revisione e comunicarlo alla Motorizzazione, verifica della data di scadenza dei bomboloni GPL se scaduti vanno sostituiti.
  • Serbatoi supplementari di acque chiare e grigie, i tendalini e portabici, NON sono oggetto di verifica, devono solo essere fissati bene all’automezzo.

Passo n. 6

Documenti che vengono generati nel corso della revisione:

  • Verbale di revisione ogni centro li crea e stampa a propria cura, è solo un foglio dove prendere appunti in modo ordinato, rimane nell’archivio del centro.
  • Stampato del computer: sono riportati i dati di peso, di frenatura, di convergenza, di funzionalità sterzo, e di emissione gas di scarico, rimane nell’archivio del centro.
  • Bollino blu, fatto ed affisso sul parabrezza del mezzo, solo se superato la prova dei gas di scarico

Passo n. 7

Collegamento in rete con la Motorizzazione: a revisione camper conclusa il tecnico del centro revisioni si collega tramite PC via modem alla Motorizzazione, si procederà all’inserimento dei singoli risultati delle prove, se i risultati saranno conformi ai requisiti richiesti l’esito della revisione sara’ “regolare” e immediatamente verra’ emessa l’etichetta che attesta il superamento della revisione che verra’ attaccata nell’apposito spazio sul libretto.
Se l’esito è negativo si dovrà procedere con un nuovo appuntamento dopo aver sistemato le parti che non sono regolari (per esempio i freni o le gomme troppo consumate).
Un risultato intermedio è “revisione sospesa” se per esempio avete una lampadina bruciata, basterà andarla a sostituire e ripresentarsi il giorno stesso senza riprendere un’appuntamento.

Costo della revisione per i camper: € 67,00 come per le auto.
Costo del Bollino Blu: di solito gratis compreso nei € 67,00

Vacanze in Sardegna in Camper

Ecco alcune alcuni spunti per un itinerario della Vacanza in Sardegna in Camper.

Parco nazionale dell’Asinara.

Dal vecchio borgo marinaro di Stintino, il passo è breve (con il traghetto) per raggiungere l’Asinara a nord ovest della Sardegna, di una bellezza abbagliante si fa’ fatica a capire la nomea di isola del diavolo, in realtà a tanta magnificenza si contrappone una storia travagliata.
Fu stazione sanitaria di quarantena, un campo di prigionia durante la prima guerra mondiale e uno dei principali supercarceri italiani nel periodi di terrorismo degli anni settanta e nella lotta alla criminalità organizzata.

Soggiornarono allora nel penitenziario di fornelli Renato Curcio, Alberto Franceschini, Raffaele Cutolo, Toto Riina, oltre a una nutrita rappresentanza di detenuti appartenenti all’anonima sarda.

Nel 1997 però con l’istituzione del parco nazionale termina il periodo buio dell’asinara, e si apre quello della fruizione turistica e della conservazione di un patrimonio naturale eccezionale.

Per scoprire questa perla sarda si può optare per una gita organizzata che prevede di percorrere a scelta con bus, fuoristrada o trenino gommato l’unica strada che attraversa l’intera isola da fornelli a cala d’oliva 25 chilometri di scenari mutevoli dove si possono incontrare anche i piccoli asini bianchi che danno il nome al luogo.
La costa ora frastagliatissima e tormentata nella parte a occidentale, ora dolce e bassa in quella orientale è ricoperta da una profumata macchia mediterranea, battuta quasi sempre da venti sostenuti, sotto la spuma delle onde che si infrangono nelle calette l’asinara elargisce visioni uniche. Contattando gli operatori diving è possibile effettuare le immersioni subacquee nei punti accuratamente individuati e segnalati dell’area protetta Qui in pochi metri d’acqua trasparentissima si potranno incontrare tutte le specie di pesci e molluschi del mediterraneo, dalle cernie brune alle aragoste, dai lucci alle cicale, dai polpi alle ricciole.

Capo caccia isola piana

Le mura catalene scandite dalle torri racchiudono il delizioso centro storico di Alghero, con i suoi caratteristici vicoli, i palazzi aragonesi e i laboratori dove ancora si lavorano i coralli, fuori da questo abbraccio poco più a ovest le onde si infrangono sul promontorio calcareo del portus nimpharum golfo naturale di acque limpidissime, che si insinua nella costa fra capo caccia e la punta del giglio un immenso e irripetibile dedalo di grotte e gallerie che nei fondali diventa un’oasi vivace di pesci e crostacei.
Tra le vaste praterie di posidonia oceanica questa straordinaria ricchezza è tutelata dal 2002 dall’area protetta di capo caccia isola piana raggiungibile seguendo dapprima la litoranea che da Alghero passa per Fertilia e poi la SP127 bis che percorre tutta la fascia costiera del lungo promontorio.

Giuti allo spiazzo belvedere ai piedi dello sperone roccioso di capo caccia si apre la “escala del cobirol” scala del capiolo 656 gradini scavati nella roccia che scendono alla grotta di Nettuno, fiabesca sequenza di laghetti stretti passaggi e affascinanti concentrazioni calcaree di stalattiti e stalagmiti, al sito si arriva anche via mare in circa un’ora con un imbarcazione che parte da Alghero o più vicino da cala Dragunara.

Isola di mal di ventre

Ancora più a sud nella provincia di Oristano un altro lembo di Sardegna si presta a una scoperta attenta ed entusiasta.
E’ l’area marina protetta penisola del Sinis isola mal di ventre quindici chilometri di spiagge incastonate da roccia a scogli affioranti dalle acque cristalline.
Come un caleidoscopio variopinto la zona è caratterizzata da differenti situazioni paesaggistiche, nell’area del golfo di Oristano una lingua sabbiosa separa la laguna di Mistras dal mare, mentre oltrepassando capo san marco il litorale diventa più impervio poi degrada a San Giovanni in Sinis e ancora risale con le falesie a Torre Sevo.
La costa più a nord si addolcisce basse scogliere e lunghe spiagge quarzifere lasciano il posto poi a codoni dunali coperti da essenze mediterranee, infine l’area si chiude con le impervie e bianche pareti rocciose di Su Tingiosu.
All’orizzonte si scorgono le sagome dell’isola di mal di ventre e lo scoglio del catalano.
All’interno della riserva marina sono possibili escursioni in barca e itinerari subacquei, ma o sotto l’acqua il viaggio più bello! Chi optasse per un’ esplorazione con lo snorkeling è consigliabile partire dalla spiaggia della caletta alla base della scogliera di capo san marco, per poi seguire il periplo del Capo.
oppure nuotare lungo il tratto di mare tra Seu e Punta Maimoni.
Per i sub i fondali non avranno segreti un’esplosione di coralli, madrepore, spugne, spirografi, molluschi e crostacei e pesci di ogni tipo accompagnerà la passeggiata nelle acque più profonde.

Capo Carbonara

Nella propaggine sud-orintale della Sardegna l’area marina protetta di capo carbonara forma una “v” sulla carta nautica congiungendo il promontorio di Capo Boi a ovest e la secca di levante a sud dell’isola dei cavoli e l’isola di serpentara a est: 8857 ettari di solo mare.
Il territorio è quello di Villasimuius a 49 chilometri da Cagliari.
E’ una delle zone più sorprendenti dell’isola, il litorale è scandito da candide spiagge, strette tra scogliere di granito spesso dalla foggia bizzarra grazie all’azione del maestrale.
All’interno si distinguono i segni lasciati delle popolazioni passate come i nuraghi insediamenti punici e romani, nel mare si apprezzano gli eccezionali fondali che accolgono tra le praterie di posidonia cernie, ricciole e persino branchi di barracuda.

Tavolara Punta coda cavallo

Non lontano dalla vivacissima Costa Smeralda e dalla rinomata località balneare di San Teodoro si staglia all’orizzonte un parallelepipedo stretto e lungo è l’isola di Tavolara dalla mole imponente sottolineata da un’altezza che raggiunge i 560 metri e da un perimetro di soli 6 chilometri.
Al primo sguardo sembra un luogo inaccessibile così segnata da falesie a picco sul mare, ma nella propaggine occidentale si addolcisce nel promontorio detto Spalmatore di Terra in direzione di Porto san Paolo che disegna un lungo litorale dove sono accolte le poche abitazioni dell’isola.
E’ noto che a Tavolara sorge anche una base militare Nato gestita dalla marina militare italiana le cui tre antenne per le telecomunicazioni terrestri alte oltre duecento metri sono ben visibili anche da lontano, meno risaputo invece è che l”isola sul finire del 1700 fu il più piccolo regno del mondo infatti Giuseppe Bertoleoni giunto con la sua famiglia nella allora disabitata Tavolara si autoinsigni il titolo di re con il bene placido del re di Sardegna Carlo Alberto che non lo prese molto in considerazione, eppure venne riconosciuto dall’Inghilterra dalla regina Vittoria, tanto che nel museo di Buckingham Palace a Londra, ancora oggi viene conservata la foto della famiglia reale di Tavalara.
Aneddoti a parte il grande tesoro dell’isola è la sua natura i suoi fondali la flora e la fauna, tanto che dal 1997 è tutelata insieme a Molara e Molarotto da un’area marina protetta.
Sui fondali sabbiosi le praterie di posidonia oceanica costituiscono un articolato ecosistema, mentre i profili sottomarini delle scarpate granitiche e delle falesie carbonatiche, rappresentano altrettanti paradisi da esplorare. Per comprendere l’estrema ricchezza di quest’area basti sapere che sono ben 50 i punti di immersione consigliati, uno fra tutti è quello di Tegghia Liscia, a sud di Tavolara: qui le falesie scendono verticali fino a 22 metri e sul fondo di alghe, si distinguono stelle rosse e all’ombra gorgonie gialle, spugne e alghe rosse.

La sosta in Sardegna in Camper:

  • Area atrezzata I Platani – SS 291 Km. 32,500 località Arenosu – Alghero (SS) platani.it@virgilio.it
  • Area attrezzata Paradise Park – località le bombarde Alghero (SS) www.paradisepark.it
  • Parcheggio località “Le saline” Stintino (SS)
  • Parcheggio località “La pelosa” Stintino (SS)
  • Campeggio Torre del porticciolo località Porticciolo (SS) www.torredelporticciolo.it
  • Campeggio Mariposa via Lido 22 – Alghero (SS) www.lamariposa.it
  • Campeggio Is Aruttas località Is Aruttas (OR) www.campingisaruttas.it
  • Campeggio Lo Spinnaker Marina di torre grande (OR) www.campingspinnaker.com
  • Agricampeggio Angolo azzurro Bonfiglio
  • Agricampeggio Muras località Mari Ermi www.sargea.it

Vacanza in Camper in Bretagna

Lungo la costa rosa oggi tutto sembra tornato a posto sulla costa di Trégastel dopo il disastro dell’Amoco Cadiz, la petroliera che nel 1978 affondò perdendo il suo carico al largo delle coste bretoni e provocò un danno incalcolabile, i cui effetti si sono protratti per decenni.
Ma in tempi recenti l’aggressione all’ambiente è giunta da un’altra parte: se prima infatti c’era un solo albergo, come risulta nelle vecchie guide, ora l’intera riva è coperta di cemento.

Altri alberghi, bar e pizzerie, una grande terrazza sul mare, una cupola che nasconde chissà cosa, cabine dello stabilimento balneare a saldare il tutto, uno scempio che si mostra in tutta la sua enormità dalla passeggiata fra gli scogli il cui accesso – bontà loro – è rimasto libero.

Se prima la caletta rosa circondata da massi tondeggianti dello stesso colore aveva un suo fascino, ora è diventata una spiaggia qualsiasi.
Ci si consola qualche chilometro più in là a Ploumanach: il borgo è rimasto pressoché integro (ci sono ancora al suo interno delle stradine sterrate) e la natura è rispettata.

Si va a parcheggiare il camper di fronte al porto, anche ignorando i divieti (di giorno, in bassa stagione, ci siamo trovati in quattro equipaggi e nessun vigile ha avuto a che dire), oppure ci si sposta in fondo a destra dove è segnalata una via chiusa; c’è uno slargo, e il divieto relativo a un lato della piazzetta (riservato ai pescatori) ne rende di fatto fruibile il resto. Da qui, segnalato su una tabella, parte un sentiero che s’infila nel bosco, scende alla spiaggia, risale, procede ancora in discesa e poi in salita fra sempre nuove visioni della sterminata distesa di sassi rosati che, specie in condizioni di bassa marea, caratterizzano la baia vigilata sull’altra sponda da un singolare castello.
Lo stradello è ben curato e alcune scalette permettono di superare i dislivelli, in una variante verso il mare ci s’infila in una galleria scavata nella roccia.

Si prosegue incontrando l’Oratorio di Saint Guirec, piantato ai limiti della spiaggia a ricordare lo sbarco del monaco gallese che nel VI secolo evangelizzò la regione, e si continua verso il Min Ruiz, un faro di pietra rosa come tutto ciò che lo circonda.
Di fronte, a fianco della Maison du Littoral (esposizione permanente di geologia, flora e fauna della zona), si conclude la passeggiata, anche se lo stradello continua per chilometri lungo la costa.
Non resta che scegliere se chiudere l’anello verso il paese, imboccando Rue du Phare e poi perdendosi per stradine (ma basta puntare decisamente a sud e ci si ritrova al porto), o rifare all’indietro la passeggiata che fino a questo punto ha richiesto non meno di 45 minuti.
Le pietre del mistero se gli artisti dei calvari sapevano bene cosa comunicare ai fedeli con le loro sculture, cos’aveva in testa lo sconosciuto popolo che tra il 5000 e il 2000 a.C. si affannò a erigere e mettere in fila pietroni alti oltre 7 metri e pesanti più di 300 tonnellate, o a costruire ripari con grandi lastre in bilico su altre pietre è questo forse il vero mistero, al di là della funzione degli allineamenti (religiosa, astronomica?).

Megaliti e dolmen ne abbiamo visti in gran quantità nel nostro viaggio in Camper nel sud della Bretagna

la guida ne segnala sparsi un po’ ovunque, ma laddove manchi una segnaletica precisa si rischia di perdere mezz’ora per rintracciare una singola pietra.
Per chi non ha moltissimo tempo a disposizione è consigliabile concentrarsi sui due siti archeologici principali: Carnac e Locmariaquer.
Tra l’altro sui siti minori – come Ménec e il limitrofo Kermario, ora recintati – dove un tempo era bello vagare in libertà meditando sul mistero, incombe la minaccia di un faraonico progetto di valorizzazione statale a base di strade, cemento, parcheggi a pagamento.
A Carnac gli allineamenti si perdono a vista d’occhio, mentre a Locmariaquer si ritrova dentro un recinto il compendio di tutto il resto: un tumulo, un gigantesco dolmen detto Table des Marchands che riporta tracce di sculture e infine quello che, con i suoi 20 metri e passa, sarebbe stato il menhir più alto in assoluto se non fosse che – mistero nel mistero – un qualche evento naturale o dovuto all’uomo, in epoca remota, lo ha ridotto a terra in quattro pezzi (non compare sulle istruzioni nautiche del 1483 note come Grand Routier ove altri megaliti sono usati come punti di riferimento).

Sul posto, visite guidate o comunque materiale cartaceo e filmati in abbondanza per saperne di più.

Quanto annunciato per i siti archeologici è ormai realtà a Pointe du Raz.
Qui hanno di fatto sbarrato l’unica strada d’accesso, fra l’altro troppo stretta per parcheggiare.
Per andare a vedere i famosi roccioni sul mare bisogna lasciare la macchina o il camper in un posteggio a pagamento ma, dicono le informazioni turistiche, con navetta gratuita.
Nella trappola siamo caduti anche noi.
Visto che all’ingresso non c’era nessuno, ingenuamente abbiamo pensato: oggi c’è nebbia, non fanno pagare perché non si vede niente.
Dal parcheggio (5 euro per il camper, 10 euro per auto più caravan) si deve attraversare il brutto complesso edilizio del centro visite con bar, ristoranti e botteghe, dopodiché si prende il bus o si va a piedi per un comodo sentiero alternativo (ma perché c’è scritto che richiede 10 minuti quando noi, che abbiamo il passo veloce, abbiamo impiegato non meno di un quarto d’ora? Ovvio, per ridurre le corse dell’autobus).
Al ritorno, alcuni segnali con la perentoria scritta Sortie guidano lungo un percorso tortuoso fino a una seconda guardiola, invisibile dall’ingresso, dove si paga uscendo

Ma per fortuna sulle coste frastagliate della Bretagna non c’è solo la Pointe du Raz.

E così ci vendichiamo subito dopo andando a cercare la punta di Saint Mathieu che, se non è il punto più a ovest di tutta la Francia, poco ci manca e poco ci importa.

Per cominciare, il parcheggio sotto il faro (dotato di comodi servizi) è chiuso da una sbarra, ma tutti entrano dall’uscita ignorando il senso vietato; dovessero esserci problemi, sono pronti altri due parcheggi, segnalati a poche centinaia di metri.
Non si paga per la bellissima abbazia senza copertura, che pare San Galgano, e dalla quale parte uno stradello che, alto sulla scogliera, bordeggia il mare; una rozza croce in pietra ne segna l’inizio e, sotto, il significativo cartello Finistère pour Compostela km 0. Con l’emozione di trovarci su un capolinea del Cammino di Santiago, ci incamminiamo fino a raggiungere il forte nero sul suo scoglio nero, collegato alla terraferma da un ponte; lungo la strada, alcuni bunker incassati nella roccia ricordano tempi meno sereni.
A sera ci si ritrova soli sul sentiero, con le caprette che tornano all’ovile in un tintinnio di campanelli, ma i collegamenti con la viabilità ordinaria (ognuno col suo parcheggio) permettono di farsi venire a prendere da chi è rimasto nel camper.
Più tardi, sotto il faro, ci si ritroverà con gli altri appassionati di foto schierati sul muretto, ognuno a immortalare la rossa sfera del sole che scende in acqua esattamente dietro l’albero di un peschereccio completo di cordami, issato sulla rupe a commemorare i caduti del mare.

E poi c’è la punta di Cap Fréhel, più bella di quanto la ricordassimo grazie anche alla libertà di movimento dato che, a fianco della strada che porta al parcheggio a pagamento, c’è modo di lasciare il mezzo.
Si prosegue per sentieri ben tracciati sulla pietra o su pedane di legno, serviti da precise tabelle agli incroci, che portano alla punta con il faro e a quelle limitrofe: centinaia, forse migliaia gli uccelli marini che qui nidificano, svolazzano fra grandi strida sulle rupi.
Proprio lì di fronte, un ristorante-bottega di souvenir non disturba più di tanto.

E infine ammiriamo l’oceano a Pointe du Grouin, estrema propaggine a nord-est della Bretagna, caratterizzata da un lungo scoglio parallelo che l’accompagna frastagliato in mare. Anche qui c’è un parcheggio (persino alberato) prima che cominci il percorso pedonale: di notte sarebbe vietato ai veicoli ricreazionali, ma c’è chi rimane ugualmente.
Ad ogni modo, poche centinaia di metri più in là, c’è un altro spiazzo ben visibile a lato della strada.

Ci troviamo nel territorio di Cancale, famosa per gli allevamenti di ostriche, ai confini con la Normandia.
E già appare magica oltre le brume, in fondo alla baia, l’Abbazia di Mont-Saint-Michel.

Vacanza in Camper in Valle d’Aosta

Siamo stati in Vacanza in Camper in Valle d’Aosta, esattamente a Chamois. Li non ci sono semafori da rispettare per le strade, ne incroci o rotonde dove dare la precedenza, ne parcheggi da cercare. A pensarci bene, non ci sono neppure vigili urbani, almeno di quelli che conosciamo noi, tutti intenti a fare multe ai trasgressori del codice della strada.

Un paese così avreste giurato non esistere, e avreste perso la scommessa perché Chamois , per tutto il resto, è un vero centro alpino in Valle d’Aosta, regolarmente abitato e posto in una splendida posizione panoramica a 1815 metri di altezza.
L’arcano è semplice da spiegare, anche se francamente del tutto inusuale: a Chamois non si può arrivare in auto e, tanto meno in camper, semplicemente perché non esistono le strade di collegamento.

Qui questo ruolo strategico per la stessa sopravvivenza del paese e per quella dei suoi abitanti è ottimamente interpretato da una funivia, unico mezzo che garantisce il collegamento tra questo eremo del XXI secolo e il mondo normale, quello civilizzato, che continua a pulsare nel fondo valle.

Visto da quassù, dalla stazione di arrivo della teleferica, tutto appare assumere una luce e caratteristiche assai diverse: e pare impossibile, da questi irreali scenari silenziosi, pensare alla vita convulsa che la civiltà contemporanea ci sa offrire.
Giunti a Buisson una frazione di Antey, possiamo parcheggiare il nostro veicolo nell’area prospiciente la stazione di partenza della funivia: da qui in estate potremmo decidere di tentare una lunga escursione in salita attraverso un impegnativo sentiero.

È proprio per la scelta effettuata a metà degli anni ’60 di preferire la funivia alla costruzione di una carrozzabile che Champis deve la propria notorietà attuale, certo qui non mancano le bellezze naturale, le lunghe passeggiare che si possono compiere nella bella stagione, o le lunghe sciate in inverno, ma è indubbio che l’isolamento abbia finito per collocare questo piccolo universo fuori dal mondo.

Alla stazione di partenza di Buisson la funivia parte ogni mezzora: in pochi minuti, compiendo un autentico balzo in verticale, approdiamo in un mondo fatato, dove saremo immediatamente sommersi da un fragoroso silenzio.

Infatti gli unici suoni che qui potremo ascoltare sono quelli tipici della natura : il ticchettio ritmato delle gocce di pioggia, quello soft dei passo sulla neve, l’ululare delle folate di vento che s’infilano tra le case e gli alberi, il cinguettio degli uccelli o lo scrosciare dell’acqua.
Qui, al di fuori della stagione turistica invernale e di quella estiva, la tranquillità è assoluta: i pochi abitanti qui residenti saranno sempre felici di spiegare, a noi cittadini, perché questo per loro è autentico paradiso.

Sedersi su una panchina appena fuori dalla stazione di arrivo, con la piccola chiesa sulla destra e con davanti a noi lo spettacolo della catena di montagne, regolare il trascorrere del tempo sulle veloci corse della cabina della funivia, lasciare che ogni pensiero possa risalire alla coscienza guardando l’ampio panorama circostante, sono tutte sensazioni che abbiamo provato e che ne siamo certi proverete anche voi.

In estate a Chamois,

quando il bel manto erboso appare ancora più intenso e più soffice, gli escursionisti avranno a disposizione ogni tipo di itinerario: in questa stagione sara’ piacevole arrivare, in circa trenta minuti di comoda passeggiata, fino al laghetto alpino di Lod, mentre nella stagione invernale non si può perdere il bel percorso che, su piste di fondo, collega Chamois a La Magdeleine.
E nel silenzio più assoluto e nella purezza di un’aria che non conosce inquinamento, sara’ ancora più bello passeggiare, anche attraverso le varie frazioni che fanno da corona al nucleo più importante e dove le vecchie case contadine in legno (i tipici rascard) sono naturalmente invecchiati dal sole e dal trascorrere inesorabile del tempo. E paiono quasi voler confermare, con la loro stessa esistenza., quella presenza umana che l’occhio e le orecchie fanno fatica ad individuare.

Il senso completo di essere fuori dal mondo lo si percepisce quando si osservano i materiali che devono essere trasportati con la teleferica che corre vicina, e parallela, alla linea della cabinovia: questo perché praticamente tutto arriva da fondo valle, dai generi di consumo ai materiali edili, dal combustibile alle medicine.
Siamo certi che scoprire questo piccolo microcosmo sarà anche per voi una gradita sorpresa, una tra le più singolari che una vacanza in Camper in Valle d’Aosta saprà regalarvi.

INFORMAZIONI UTILI

Per arrivare: la stazione di partenza della funivia si trova ai 1100 metri Buisson, una frazione di Antey , nel parcheggio retrostante potrete lasciare il vostro camper e all’occorrenza potrete utilizzarlo anche per una eventuale sosta notturna.

Se amate la montagna e gli ampi spazi verdi, allora la Val d’Aosta deve rientrare tra le vostre mete, soprattutto oggi, dopo che la regione si è; perfettamente attrezzata per la ricezione dei camperisti, creando una serie di strutture sul territorio in grado di soddisfare ogni esigenza anche quelle del turista itinerante che volesse preferire la sosta libera.
Gli itinerari più belli e interessanti sono illustrati nella guida di vivicamper.

Generatore SFC Efoy per Camper

Efoy per Camper significa ‘energia per te’ design compatto e peso ridotto sono la rivoluzione nel campo dell’energia. Si tratta di un generatore che produce 12 Volt come risultato della combustione di alcol (metanolo), e il residuo della combustione non è altro che vapore acqueo, quindi energia senza inquinamento. Una splendida scoperta!

I vantaggi di EFOY per Camper

La nuova pila a combustibile (SFC) rappresenta una vera rivoluzione. Chi ama vivere all’aperto conosce gli innumerevoli vantaggi: corrente sempre e ovunque, indipendentemente dalla stagione e dal tempo atmosferico. E tutto questo con la massima affidabilità, senza manutenzione o rumori di funzionamento.
Rispetto ai tradizionali generatori di corrente, EFOY è assolutamente silenzioso, semplice e presenta consumi sensibilmente ridotti.
EFOY è disponibile in quattro modelli, con 600, 900, 1200 o 1600 Wh/giorno la pila a combustibile EFOY produce energia sufficiente a soddisfare qualsiasi esigenza.

HIGH TECH PER ENERGIA PULITA EFOY

Le pile a combustibile EFOY rispettano l’ambiente e sono economiche. Sono alimentate da metanolo purissimo, testato da SFC e provvisto di garanzia di purezza molecolare. Tale combustibile è contenuto in serbatoi EFOY con certificazione di sicurezza e sono disponibili in taniche da 5 o 10 litri.

Montaggio facile

Il kit di montaggio consente di eseguire agevolmente il montaggio di EFOY, posti ideali per collocare la pila a combustibile sono ad esempio i doppi fondi, il vano laterale o il garage posteriore.
EFOY è facile da usare e funziona in modo completamente automatico e può essere controllato dal display digitale all’interno del camper.
La cella a combustibile EFOY è collegato alla batteria e regola costantemente il voltaggio della batteria.
Se la tensione della batteria scende al di sotto dei 12,5 V, la pila a combustibile si inserisce e provvede alla carica della batteria disattivandosi automaticamente al termine quando torna in modo stand-by.
Con un inverter hai la possibilità di fornire corrente per piccoli elettrodomestici a 220 V.

Cos’è una pila a combustibile?

La pila a combustibile è un sistema che produce elettricità grazie alla conversione di energia elettrochimica in energia elettrica. In paragone alle batterie che possono contenere l’energia elettrica chimicamente per una certa periode in sistemi chiusi, la pila a combustibile trasforma l’energia chimicamente e così può produrre l’energia elettrica in un sistema aperto.
In teoria una pila a combustibile può produrre l’elettricità fino a quando riceve combustibile.

Come funziona Efoy per Camper?

I due sistemi principali sono la pila a idrogeno e la pila a metanolo diretto.
EFOY usa la tecnologia di metanolo diretto perché è più sicuro e meno costoso.
Per far funzionare la pila una miscela di metanolo ed acqua viene introdotto sulla parte anodo.
L’aria esterna è inserito sulla parte catodo. Un circuito elettrico connette la parti anode alla parte catode. Quando entrano in contatto con il catalizzatore di platino, il metanolo libera elettroni che si dirigono verso il catode.
Nello stesso momento vengono liberati protoni che penetrano la membrana del catode. Qui l’ossigeno reagisce con i protoni ed elettroni per formare acqua pura. Durante il processo chimico la pila si riscalda fino ad ca. 40°C sprigionando acqua in forma vaporosa e CO2 in piccoli quantità.

E SE NON BASTASSE…

Il pratico pannello di controllo interno ha una funzione che se inserita rileva il voltaggio della batteria, e se si accorge che la batteria inizia a scaricarsi si accende da solo e provvede alla ricarica, e quando la batteria ha raggiunto la piena carica si spegne da solo!

 

Descrizione

Comfort 80 Comfort 140 Comfort 210
Potenza massima 40
72
105
Capacità di caricamento giornaliera
80 Ah
140 Ah
210 Ah
Tensione nominale
12V
12V
12V
Corrente di carica @12v
3,3 A
6,0 A
8,8 A
Consumo nominale Kwh
0,9 Lt
0,9 Lt
0,9 Lt
Peso
7,1 Kg
7,8 Kg
8,5 Kg
Dimensioni
 lung./largh/alt 44,3 x 20,2 x 28,8 cm
Batterie collegabili
accumulatori a 12 volt (piombo acido, piombo gel, AGM o LiFePO4
Temperatura di esercizio da -20 a +40 °C
Prezzo iva e montaggio esclusi su preventivo su preventivo su preventivo
Cartuccia M5 M10
Volume 5 litri 10 litri
Capacità nominale 5,5 Kwh/ 460 Ah 11,5 Kwh/925Ah
Peso 4,3 Kg 8,4 Kg
Dimensioni (L x L x A) 19×14,5×28,3 cm 23×19,3×31,8cm
Giorni di autonomia 15 30

 

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